Jahresbericht der Landes-Rabbinerschule in Budapest
- Journal
- Jahresbericht der Landes-Rabbinerschule in Budapest
- Volume
- [18] für das Schlujahr 1845-95 (1895)
- Date
- 1895-01-01
- Page
- – (sequence 172)
- Language
- German
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LXIV — volesse assalirli doppo qualche giorno e dire che giä haveva avisato e mi affrettai di mandar il tempo delli due mesi. Ho detto questo dubbio al Beilechgi mi ha detto che non vi era pericolo. Non so se il Chatiscerif sia restato in Andrianopoli o se non vi sia mai stato lo dico per dir tutto. Ho veduto un ordine che manda l’Ambasciator da Andrianopoli a Smirne d’esser avertite le Navi Venetiane e dice \ che il Visir gli ha fatto saper Vordine Reggio. E cosa di stupor che il Beilechgi m’ ingannasse con tanta finezza, se il Chatiscerif nou vi e bisogna farlo tutto moto Francese ma io non lo credo perche fuori di esser auttori della vania delli spioni bisognarebbe che espressamente il Re havesse scritto di far scacciar li Venetiani. Turchi Inglesi Fiamenghi e Venetiani la discorrono cosi ma io replico che incolpo la Francia d’haver principiato a preseguitarci da Robuti in qua, d’essersi ingelositi di noi; di haver risvegliato li cani che dormivano con scacciare li Hebrei, d’haver senza oppositione imaginabile lasciati scacciar li Venetiani. Gli do il merito d’haver fatto sino alla nostra partenza tutto per la nostra salvezza, e forse ne meno questo e della Francia ma della generositä dell’Ambasciatore, e forse ne meno sua generositä ma prudenza, e che se non fosse stato il mio maneggio e si havesse potuto simulare ignoranza si havrebbe lasciato andar tutto a precipitio e con tutto questo non mi basta ranimo di farlo auttor del bando con tutto che il volgo per che sano che hanno altre colpe generosamente gli fanno anco questo regalo. Alessandro Maurocordato udito il bando delli Venetiani o per odio alli Francesi o per quäl che gratitudine benche io mai gli havessi parlato, ha mostrato gran passion della mia partenza, e di commun consenso con il Beilechgi e Reis hanno scritto una suplica al Re a nome delli Hebrei Venetiani dove dicevano che non essendo mai li Hebrei inimici armati che possino restare cosi gli pareva bene piü tosto che far una suplica per me solo, questo e stato arricordo del Reis, il Beilechgi me l’ha letta io l’ho rotta e vi ha voluto la rettörica di Cicerone con Maurocordato per ottenir licenza d’esser bandito, e mi ha poi aiutato a scavalcare il Reis che presisteva quando son andato a pigliar una lettera per il Caimecan di Costantino-