Jahresbericht der Landes-Rabbinerschule in Budapest
- Journal
- Jahresbericht der Landes-Rabbinerschule in Budapest
- Volume
- [18] für das Schlujahr 1845-95 (1895)
- Date
- 1895-01-01
- Page
- – (sequence 161)
- Language
- German
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— LIII — rona in le nostre mani era un Muro contra il foco se gli rompe il disegno si confonderano dovendo tornar a pensare, che havuto Verona in le mani si fabricava una soda pernitiosa iremediabile vania, si scriveva e la scrittura Turchesca e inapelabile, e poi ne meno lui sarä bono da far niente. Ha scritto״ che nön si dia Verona, il mal era che questi ne erano senza protettione ne lhavevano, erano diceva lui nel Limbo non voleva caminar secondo il bisogno. il bisogno era d’aprir questa piaga e portar il negotio in alto, e giä che essi havevane fatto Terror di attaccai* questi miserabili far piazza d’arme sopra di loro ch’erano innocenti, ma questo non serviva all’ Ambasciatore che gli haveva sotto la Protettione moto proprio contra gli ordini dellä corte e temeva delli suoi inimici. Meynardi non potendo consegnar Verona ne sapendo che far di lui 1ha mandato in Andrinopoli. Verona e una cosa goffa, un giovine senza barba, un legne senza sugo, si e rissolto di farlo comparir solo davanti il Visir in questa forma. l’Ambasciator ne ha prima parlato che questo era quello che cercava il Capitan che essendo innocente e venuto lui stesso, che perö se e colpevole non vol che la sua ombra pregiudichi la giustitia, ma che se e innocente e sotto la sua Protettione. Poi Verona e andato solo al gran Divan con un Chiaus (Audalä) con suplica che essendo a torto preseguito dal Capitan e che havendo per sua cagione incarcerato quatro huomini, che teniendo del Capitan essendo innocente era ricorso alla sua Giustitia perche siano liberati li quatro. Il giovane e stato mandato dall’ Ambasciator ma non si sapeva cosa dovesse far il Visir perche l’ordine voleva mandarlo dal Capitano che non volevamo noi, si e inventato che il Visir scriva una lettera al Capitan e gli dimandi informatione. Le risposte furono funeste, che erano tutti spioni de Venetiani, Non vorrei che infastidisse li particulari di questo affare perche da questo maneggio e nata la liberation di tutta la Natione, perche giä il Chatiscerif era fatto e pässando un per Spione passavano tutti e si perdevano tutti li huomini e tutte le facoltä, extremis morbis, extrema remedia, non era piü tempo di rispetti, io temevo di molte cose prima delli accusatori che uno nominasse Pauluci, Paltro me, I’Am-