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Jahresbericht der Landes-Rabbinerschule in Budapest · 1895-01-01 · [18] für das Schlujahr 1845-95 (1895) · page 140

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Journal
Jahresbericht der Landes-Rabbinerschule in Budapest
Volume
[18] für das Schlujahr 1845-95 (1895)
Date
1895-01-01
Page
– (sequence 140)
Language
German
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IRI
…/3122061-3122086--2842-3124250
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XXXII gotio et imbarcatomi in nave, pensavo di sbarcare alli Castelli et andar ad Andrinopoli appresso il primo Visir appunto secondo il prognostico de Francesi che giä ero in Nave e dicevano Coniän burla e non parte e l’istesso Ambasciator mi diceva che li due mesi erano per li Fachini non per me e tanto mi stucicava che gli ho detto quel detto del soldato di Vitelio dabo cui credes. Ma io mi son pentito per che ho preveduto un gran incoveniente, et era che vedendomi sempre co’l Visir e sapendo l’Ambasciator la grandissima confidenza che passa essendo impazzito in questi sospetti essendo io per mia bona fortuna bon Venetiano e vedendo in me per mia disgratia quelli talenti che non ho, giä mi faceva autore della Pace giä era conclusa, senza grandi negotij, non si sta tanto con un Visir, di Guerra certo non lo consiglia dunque la Pace e questo poteva far mali effetti e gelosie nelF Imperatore e che so io e niente giovava il negarlo per che lo stesso si doveva far se fosse stato la verita, ecco la causa vera della mia partenza, e chi considerarä che l’Ambasciatör sospetta Mersin, Bar David, Ceserini, gente senza lingua senza amici, sospetta di Pauluci, delle mosche dell’ aria poträ ben comprendere che li miei sospetti sono giusti. Ma ben dice il proverbio la lingua dä dove il dente duole, ecco senza cercarlo senza volerlo un artificiosissimo trattato di Pace. Hora in Turchia comandono li servitori delli miei amici perche li vecchi miei amici son tutti morti, di questi vi e un Usain aga che era il gran confidente di Calaili che e Asnadar di Agem Zade che la militia ha trucidato con Soliman Pasciä, questo Usain era 10 anni che non Fhavevo veduto ne manco mi arricordavo che fosse al mondo, e delle vicinanze di Cataro, con costui io parlavo in quel tempo di Pace soliti miei discorsi di quei tempi per mostrarmi che ero amico et inclinato al bene benche fossi Venetiano per poter viver tra loro e questo in tempo di Ambasciatori piu dolci prima che il parlarne fosse pericolo della vita. Ero ritornato da Adrinopoli e mi sono ranchiuso tra li miei affari per finirli o mal 6 bene in tanta fretta senza pensar ne veder alcun Turco, ma la fortuna la voleva in altra forma. Da un Turco bisogna andare che e il Caimecan per haver

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