Zeitschrift für hebraeische Bibliographie
- Journal
- Zeitschrift für hebraeische Bibliographie
- Volume
- XVI (1913)
- Issue
- 4/5 (Juli-Oktober 1913)
- Date
- 1913-07-01
- Page
- Seite 139 (sequence 39)
- Language
- German
- Belongs to
- journal issue
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139 di trefiorini״;^Sa0, ״di ogni valore“. Italianismidi talgenere non sono infrequenti negli scritti, anche di carattere letterario, di ebrei italiani 1). V. I carattcri. L’inventario non e scritto tutto dalla stessa mano, ma present» invece piü caratteri, tutti pero corsivi italiani. Sara stato scritto da diversi impiegati del baneo, e forse in parte dallo stesso proprietario, Immanuel da Camerino; infatti l9in« testazione che si legge in principio e redatta in plurale: ,ידינו עשינו, e cosi poi נתחיל, etc. Le pagine che ho sott9 occhio sono tutte scritte in un. corsivo minuto elegantissimo per la rotonditä delle sue lettere e per la sua uniformitä e regolarita, assai difficile pero a leggersi per le numerose legature, e per la somiglianza, assai frequente nel corsivo italiano, fra varie lettere. Riferire tutte le legature sarebbe impossibile, tanto numerose esse sono. Spesso fino a sei, sette, otto lettere consecutive' son tutte legate fra loro; cosl a c. 3 b nella parola דלוקה, di Luca, eac. 2 a, nel nome אנטוגיאו, tutte quante le lettere sono legate. La somiglianza poi che passa fra ד e ר; fra כ e נ, fra neli:, e spesso addirittura una identitä. VI, Le cifre aritmetiche. Nell9 inventario i numeri sono espressi costantemente mediante le cifre ebraiche, ossia mediante 16 lettere delT alfabeto ebraico usate come cifre aritmetiche, quasi sempre senza alcun segno diacritico e 8010 di rado con un punto sovrapposto (cosi a c. 3b e 4a, ’ה, ac. la, *דל). Come gia osserrai altre volte2 * *), gli ebrei italiani solevano apporre ad alcune delle lettere usate in funzione di cifre aritmetiche il segno della vocale contenuta nel loro nome, allo scopo di facilitare la distinzione da altre lettere di forma simile 6 talora pressoche identica nella scrittura italiana. Nelle nostre carte troyiamo varii esexnpi, non costanti pero, di ב e di כ; piü frequenti quelli di נ; una yolta ך e unayolta *) Perfino Immanuele. Romano non va essnte da italianismi (non pero, cosi grossolani come questi); cfr. Rir. Isr., II, p. 36—37. 2) La famiglia da Pisa, in Rir. Isr. YI, p. 231, nota (p. PO, n. I,de1r estr.) e Alcune note ebraiche di c 0 nt ab ili t k, ibid., YIII p. 101—102 (p. 19 delFeetr,)