Zeitschrift für hebraeische Bibliographie
- Journal
- Zeitschrift für hebraeische Bibliographie
- Volume
- XVI (1913)
- Issue
- 4/5 (Juli-Oktober 1913)
- Date
- 1913-07-01
- Page
- Seite 135 (sequence 35)
- Language
- German
- Belongs to
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135 samento. In genere il valore del fiorino tendeva sempre ad" aumentare. Nell’ epoca del nostro inventario un fiorino equivaleva a cinque lire piü alcuni soldi; nel 1475 esso si com-־ putava a 5 lire e 8 s. 0 5 lire e 9 s., secondo la moneta divisionale effettivamente usata1); nel 1480 esso corrispondeva a lire 5 e soldi 11, p&gabili in grossoni 2). Fisso era. invece il rapporto della lira colle monete minori. Una lira eqaiyaleya a venti. 3) soldi. Questa moneta non viene indicata con un’abbreviazione in lettere ebraiche, bensi con un partieolare segno convenzionale. E’ un fatto interessantissimo, da me rileyato per la prima volta, che gli ebrei italiani si valevano nelle loro scritture ebraiche, per indicare le monete, di speciali sigle alquanto diverse da quelle usate nelle scritture itäliane o latine, ma costanti e uniformi presso gli ebrei anche di diverse province, cöme resulta dal confronto delP inventario di cui ci occupiamo e del registro piü volte ricordato, ambedue di ebrei fiorentini, con le note contabili che illustrai nella Rivista Israelitica., e che provengono da Varii ebrei padovani. Del resto, täli sigle altro non sono in fondo 8e non un adattamento ai caratteri ebraici delle sigle comunemente in uso tra i cristiani.‘ Queste ultime, una volta incluse nella scrittura ebraica che procede da destra a sinistra, dovevano necessariamente andar soggette a graduali modificazioni ed alterazioni, si da ridursi a poco a poco quali le troviamo nei documenti ebraici che conosciamo . Oosi, la sigla che indica i soldi tanto nel nostro inventario quanto nelle altre due scritture ebraiche ricordate, non e. che una trasformazione del consueto segno che si usava in Italia per designare i soldi, e che altro non e sostanzialmente se non un s lungö. Percio, dato che esso si ridace in ultima analisi ad un s, 10 ho reso nella trascrizione con un 3. Il d e n a r o , la dodicesima parte del soldo, non e mai menzionato ne nelle carte di cui ho sott’occhio la fotografia ne in quelle che esaminai a Roma, e probabilmente non si troyera neppure nel resto del manoscritto. E assai verisimile che nel dare delle somme a prestito non si arrivasse mai fino alle fraziöni di soldo. La Valuta in soldi e usata assai spesso nell’ inventario anche quando si tratta di una somma superiore a una lira. Cosi si trova, ad es., 40 s. invece di 2 1.; 54 s. invece di 2 1. 1J II fiorino d0״ r o etc., p. 814; Orsini, o p. c i t. p. XXVI. 2) Il fiorino d’oro. p. 816; Orsini, op. cit. p. XXY1I—XXV1II#