Jahresbericht der Landes-Rabbinerschule in Budapest
- Journal
- Jahresbericht der Landes-Rabbinerschule in Budapest
- Volume
- [18] für das Schlujahr 1845-95 (1895)
- Date
- 1895-01-01
- Page
- – (sequence 166)
- Language
- German
- Belongs to
- journal volume
- OCR quality
- 55% known words query
- IRI
…/3122061-3122086--2868-3124276- Visual Library
- page viewer of the UB Frankfurt
OCR text
LVIII — tanti amii ma che la Corte non lo lasciava, et egli per ubbidire e per ostentatione operava contra noi, e concludo che tutto il ben era suo, e il mal di Francia, ho ricevuto Fincombenza di spianar le vie, si e havuta l’odienza e l’hanno preso in mezzo l’Ambasciator et Ali Effendi il mio amico et hä dato la libertä alli Priggioni cosa miracolosa perche gli toccava di dir che s’aspetti il Visir come quatro giorni doppo rispondeva d’ogni bagatella. Son venuto a Costantinopoli e liberatogli non ho pensato ad altro che a uscir di Costantinopoli presto senza haver minimo riguardo a niun altro mio affare et ho chiamato il Capitan della Nave et ho spianate tutte le sue dificultä, et ho fatto tanto che eramo fuori delli Castelli prima che il Visir arivasse in Andrinopoli. (A tergo :) Relatione della Vania fatta a quatro Venetiani hebrei prigionj e come siano stato liberati. 7. Bando delli Venetiani. Ogni huomo di ogni natione e d’ogni religione dice che li Francesi hanno scacciato li Venetiani da Costantinopoli con tanta fermezza che ne meno nominano il Turco, questo hanno di commune che non ne sano niente, io perö che mi sono trovato in questo affare dirö quello che so. Luca Barca un giorno mi viene a trovare e mi racconta che haveva veduto in la Cancelaria del gran Signore a copiar dalle capitolation di tutte le nationi quel capitolo che tratava di admetter le altre nationi sotto la lor protettione, io ho dubitato su’l principio di quäl che male; poi ho creduto che fosse per vedere se si potessero admettere li Hebrei scacciati dalli Francesi sotto Olanda che era cosa che si maneggiava in quel tempo. Quindeci giorni doppo il Beilecligi mi manda a chiamare e mi dice con gran secretezza che monti a cavallo e che scampi via che vi era un Chatiscerif di prender tutti li Venetiani che si trovassano nello stato e confiscarli le facultä, che quest’affare quel scelerato di Calaili lhaveva mostrato al Re come un gran tezoro, e doppo dicendömi mal anco del Ambasciator maldicendolo che dovrebbe rimediarvi e che e d’accordo con loro. Il Beilechgi e mio amico