Jahresbericht der Landes-Rabbinerschule in Budapest
- Journal
- Jahresbericht der Landes-Rabbinerschule in Budapest
- Volume
- [18] für das Schlujahr 1845-95 (1895)
- Date
- 1895-01-01
- Page
- – (sequence 138)
- Language
- German
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XXX precipita il maneggio del Polaco le mie retoriche e mezzi termini non valevano niente. II sccondo Ambasciator e stalo Emscherch Olandese, questo era in discordia con Paget Ambasciatore d’Inghilterra, gli hanno dato una lettera del Visir che non conclu־ deva niente, e stato perö licentiato con honore e per Terra al dispetto de suoi contrarij che 10 volevano mandar per mare, quest’ Ambasciator voleva la Pace e Francia la guerra et operavano giusto al contrario. II Francese racontava cose soprahmnane delle vittorie del suo Re e li Turchi concepivano gelosia e dicevano che era meglio l’Imperator Principe quieto, e li Venetiani piü quieti ch’ haver d’affar con Francesi e pensavano anco loro a bilanciar e poi dicevano che se e vero questo l’Imperatore s’aggiusterä e la piena viene sopra di noi, e per questo e meglio far pace prima. Veniva Emscherch et annientava le vittorie Francesi donde spicava la Pace cruda trä di loro non vi essendo la depression di una parte, certo cosa ridicola che chi conservava la guerra era venuto per la Pace, e chi voleva la Guerra faceva passi per la Pace e benche YAmbasciator di Francia habbi mille amici Turchi non vi e speranza che nissun rillumini. Francia dovrebbe mostrar ben e mal e le cose intrecciate et imbrogliate di modo che non vi sia Pericolo della Pace della Francia con l’Imperatore, questo e il punto, ma quando gli mostra il Re d’Inghilterra fugato, il Reno dessolato, la Savoia distrutta, et il Mare domato, gli palpita il cuore e dicono facciamo la Pace prima che Tlmperator la faccia, che bella cosa molte volte lasciar far al Nimico, 10 havrei lasciato operar solo il Francese, egli la faceva, e mi sarei doppo introdutto con la Necessitä di far l’una delle due alla quäle Francia aiutava con le sue vittorie senza accorgersene. Chi proferisse la parola di Pace de Protetti della Francia in Costantinopoli o de altri dove si possa arrivare se gli fa perder la Pace, m’ ha obligato a non parlarne dicendomi espressamente che niuno temeva piü che di me, 11 ho .-promesso m’ ha in certo modo creduto, io gli ho mantenuto la parola, ma egli d’ogni ucello che volava sospettava primamente ancora ch’egli havesse gusto di con-