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Jahresbericht der Landes-Rabbinerschule in Budapest · 1895-01-01 · [18] für das Schlujahr 1845-95 (1895) · page 129

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Journal
Jahresbericht der Landes-Rabbinerschule in Budapest
Volume
[18] für das Schlujahr 1845-95 (1895)
Date
1895-01-01
Page
– (sequence 129)
Language
German
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IRI
…/3122061-3122086--2831-3124239
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— XXI Mi dano qualche stimolo i miei amici Turchi grandi di trovarmi in questo affare, et io ancora mi do ad essi. No ho altri lumi, che quelli che mi dano la mia povera mente, se fällo merito compatimento dovendo trovarsi un mezano mi parrebbe bon esser io che sono la stessa parte; sono perö Turchi, e non vi e che fidarsi del ambäsciator son favorito, ma non mi sono mai valso di questo favore, che per infiammarlo al servitio Publico, come si ha veduto dal effetto, e so benissimo, che1) l’Ambasciatore di Francia, non sono tanto vano, che io non conosca chi e la persona, con la quäle tratto perö vorrei lumi come devo regolarmi sopra questo particolare, e sopra tutti li altri. Havevo opinione di andarli dietro ad Andrinopoli, poi dubitando che fosse pregiuditio non so quello farö. Mi havete scritto, che dimande per scriver assistenza del Ambasciator, cosi ho fatto, subito pronto l’ho trovato, come in tutte le cose di servitio Publico. Niun Bailo Veneto puö far piü di quello ho fatto. mi ha incaricato di scriver, che doppo haver egli impegnata la Casa per la riputatione, le Navi, e tutto ciö che ha potuto al Publico servitio et esser disposto di far sempre piü, li par cosa de burla, che venendo lo Mercante Venetiano a Constantinopoli vengano sopra legni Fiamenghi et Inglesi, et che li honori e la protetione et il Consolato habbi da godere il secreto de Fiamenghi, che ha strapazzato il Signor Capello et voluto pigliarli il loco alla visita del Capitan Bassa, li Inglesi che non hanno servito come lui. Io non ho potuto negare per mille rispetti di sodisfarla, dovendo per necessitä sapere, che io scrivo di modo che se egli non mandasse il suo Cancelier e pigliasse le lettere, io non ho animo di portar o mandar ziffra alla sua casa, so certo ch’a gran merito, et ha fatto bonissimi servitij, assistete a navi, a huomini, a scritture, a tutto, et mi par riverentemente che sodisfar quest’ huomo convenga alla gratitudine et al interesse Publico. Tocca alle loro alte menti concludere quello li par. Io insinuo a tutti i Turchi la necessitä che hanno avuto i Signori Venetiani d’entrare in questa Lega, et li vo esagerando che le insolenze fatte dal Visir morto non ־• (יb■.-.

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