Monatsschrift für Geschichte und Wissenschaft des Judentums
- Journal
- Monatsschrift für Geschichte und Wissenschaft des Judentums
- Volume
- 43 (1899)
- Issue
- Heft 6
- Article
- Die italienische Litteratur der Juden
- Date
- 1899-01-01
- Page
- Seite 267 (sequence 2)
- Language
- German
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Din italienische Litterntur der Juden. 267 durchaus in Cursivlettern, gezählt p. 1—958, nebst verschiedenen vorgehefteten Blättern. Das Sonett ist das letzte unter den vorgedruckten Gedichten an den Verfasser. Der Brief füllt besondere drei Blätter; das erste Blatt ist signirt ff 2. Die Vorrede, resp. Widmung an Alfonso d’Este ist datirt 5. Dezember 1585. Ich gebe hier den Anfang des Briefes und eine spätere Stelle (Bl. 2, Z. 5. IV.) in dem nicht leicht wiederzugebenden Original, meist in moderner Orthographie. Molto Magnifico Signor in io S. Jo 110 voluto quasi a viva forza trovar qualche inventione d’illustrare questa mia Piazza, con la dignitä, et splendore del vostro nome celebre ormai per tutte le parti d’Italia; et quel che la vostra singolar modestia m’ha piü volte negato, la mia affezione verso di voi causata da una infinitä di meriti vostri se Phä presonto, con Poccasione d’alcune mie Annotation! inserte nuovamente dentro alP opra (sic!), et d’un sonetto in particolare, che m’ö scampato fuori della penna all’ improviso, non potendo trattenersi piü nelle secrete viscere quello affetto, che impetuosamente minacciava ognora di sboccar fuori malgrado della vergogna, et honesto pudore della humilissima natura vostra. Caro M. Abramo, Pesser voi nobile, per quanto comporta la misera condtione della vostra gente; nato di patria illustre, si come & la cittä di Mantoa progenitrice d’uomini segnaliti al mondo; disciplinato per la nativa cura de’ parenti al par d’ogn’altro soggetto politico e civile; commodo quanto ai beni di fortuna, che parte dal padre lasciati, e parte dalle vostre virtü felicemente guadagnato avete, ricco d’ignegno, copioso di giudicio (sic) abondante di prüden za, nobilitato di costumi, adoruo di gentilissime maniere, amato piü da’ Christiani, che non merita l’odioso nome della vostra nazione, se con tutto questo fra si dispersa gente, l’anima vostra errante e vagabonda, smarrita la via della salute, come in cieco laberinto aggirandosi, 6 per restare in perpetue tenebre eternament-e sepolta? Voi fate espresso torto ä quella ciera honorata c’ avete, la quäl non ha similitudine alcuna d’Hebreo a rifiutar la nobilissima legge de Christiani ecc. ecc.