Jahrbuch der Jüdisch-Literarischen Gesellschaft
- Journal
- Jahrbuch der Jüdisch-Literarischen Gesellschaft
- Volume
- XVIII. (1927)
- Date
- 1927-01-01
- Page
- – (sequence 286)
- Language
- German
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presente disposizione fatta da an religiöso Musulmane. ProbilmentC quest’ oggi visara un seconde esame. E alia cogizione delF asamblea formata in Londra da quegF Israeliti i piu notabili, trovandosi alia loro testa on ramo della respettabilissima Famiglia unitamente al Sigenor Rosriquez Presisente. Siccome nei foturi lavori che anderanno incontro non rinerescera a quei Signori di avere qualque alteriore nozione, onde far trionfare questa santa causa, quantumque siamo d’avviso qne qoanto andiama a proporre non sara sfaggito della perspicacia dei medeme, non ostante desideriamo di communicarla a Vsa Itlmä onde ne iaccia quell uso qhe credera al proposito. Nell7 Istoria fedele que abbiamo ricevnto da Damasco intorno alle avanie sOfferte si rileva, que un giomo avanti alia disparizione del Padre Tomaso Capuccino, un Israelita proprietario di una Bottega di Tombek (Tabacco) vicino alia Porta della citta 10 vidde sortire della stessa Porta al tramontare del sole unitamente al 3uo serye. II disgraziato Israelita per aver diposto la verita 10 fecero morire innocentamente sotto al Bastone. GY abitanti Torcbi vicini di Bottega a quest’ infelice vittimo, dissero pubblicamente, que quanto depose l’Ebreo ha verissimo, mache non eredeyano di referirlo alia autorita locali temendo per la loro vita. Dietro all’ accaduto persone di buon senso opinano ehe il sunnominati Padre Tommaso e servo siano partiti per la Palestina, 0 nel monte Libano, ove trovansi forse migliaja di Conyenti di Religiosi. VSa ILLa devra notare una circonstanza molto marcata che crediama gia a sua cognizione, ma forse non con tutte le eireonstanze che l’accompagnarono. Tre giorni avanti alia scomparsa del medemo Religioso, ebbe una forte contesa con diversi Turchi in una Piazza molto frequentata di Damasco cbiamata ״Ilan d’Assad Pascia* ove gl’Arabi 10 ~battirono fortamente per ayer bestimiato la fide musnlniana; un Tureo di Eta disse pubblicamente e toccandosti con venerazione la barba ״Non sono Musulinano e non mi vendichero di quest’ Infiele* aggiuugendo con ira ״Sono padre di cinqae figli, Padrone di *diesi servi che ad un mio cenno sono sempre pronti ad &eguire i mieii ordini.“