Jahresbericht der Landes-Rabbinerschule in Budapest
- Journal
- Jahresbericht der Landes-Rabbinerschule in Budapest
- Volume
- [18] für das Schlujahr 1845-95 (1895)
- Date
- 1895-01-01
- Page
- – (sequence 218)
- Language
- German
- Belongs to
- journal volume
- OCR quality
- 50% known words query
- IRI
…/3122061-3122086--2920-3124328- Visual Library
- page viewer of the UB Frankfurt
OCR text
— CX — per molti riguardi importanti al publico servitio, quali non potendo esser stati noti al tempo, che sucesse il comando, e per essi potendo esser mutato il fondamento alle raggioni, che lo persuasero, doppo m’obligarono, com’ e debito ne cessario al ministro in tali casi di non accelerare, ma d’ eternare (forse osservare), anzi se puö darsi modo di scansar; pregiudizii essentiali, che possono incontrarsi; Rifferirö in primo luogo quello intesi doppo la lettera che scrissi all’ E. E. V. V. cioe che l’altra scritta dal Conegliano al Cordato, fu da esso, e dall’ Effendi publicata, e mostrata, o pur avisata ai mediatori, e da questi ai Cesarei. Stupij del passo, e lo giudicai per misterio. Conobi che Turchi non volevano corispondenza secreta perche scoprivano il mezo, e dubitai che con scoprirlo volessero nel mostrar a Mediatori, e cesarei, che si pensa a maneggi per altri canali, rafredar l’impegno e l’interesse che i me desimi potessero prender per i publici interessi. Stimai perciö necessario di proibir al Conegliano ogni altro passo, ciö tuttavia non bastö, mentre andö stabillendosi il sospetto, che s’adoprase quest’huomo, anzi i Cesarei anco avanti di saper della di lui lettera mi diedero varij mottivi di creder che fosse mandato per un tal fine, non mostrarono disgusto, ma stupore che in tal congiuntura la Rep.ca si servisse di tali mezi. Cercai perö sempre di disimprimerli che venga impiegato, et adesso supono lo credano. Dal sentimento et ombra di Milord Paget, non mi traspirö mai niente di posittivo, ma bisogna che egli sia piü di tutti in sospetto se ultimamente mi scrisse di Vienna TEcc.^o Sig.r Amb.r Loredan che il Ressidente Inglese le haveva detto, che i miei negotij non eran sospesi perche li trattavo direttamente, il che S. Ec.za con tutta prudentia disuase, considerando a me i gravi pregiuditij d’una tal opinione, et insinuando anzi se potessi e fosse opportuno d’allontanarlo. L’humore di Paget e noto facile ad alterarsi, e bisogna che forse n’habbia anco scrito alla sua corte, s’ha stimato la cosa degnä di farne passar la notitia a Vienna; li Cesarei poi mi dissero che in una dell’ ultimo conferenze dove parlorono per la Rep.ca il Cordato principiö con certe parole generali, come se i miei trattati fossero occulti,