Jahresbericht der Landes-Rabbinerschule in Budapest
- Journal
- Jahresbericht der Landes-Rabbinerschule in Budapest
- Volume
- [18] für das Schlujahr 1845-95 (1895)
- Date
- 1895-01-01
- Page
- – (sequence 213)
- Language
- German
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— cv tratenirla puramente et humilmente me le dico. Adi 11 Gennaro 1699 Carlovizza. Hum.4“״ devot.aiü et obbl.’n° Servitore Israel Conegliano. 59. Illus.mo Signore Signor e Patron Colendissimo. Essendo stato qui hieri sera l’ambasciator d’Inghilterra e con lui un suo medico mio amico, concertai con lui di far questa mattina la visita dell’Ambasciatore, e che poi egli mi condurebbe dall’ Effendi: Parlai doppo con sua Eccellenza mi ha detto che dubita che faccia danno e che trasporti, e cosi non son stato. Doppo trovandomi cosi solo in un affare tanto importante mi consigliai co’l Signor Dragoman Carli et habbiamo rissolto di aspettar che detta Eccellenza me l’ordini, e non dirgli altro credendo che Pimportunarlo farä peggio havendolo pur troppo fatto tante volte, e certo che havrä li suoi fini savij e degni al publico bene. Non havendo io niuna istruttione da Vostra Signoria Illustrissima ne meno dalP Eccellent.1110 Signor Ambasciator di quello dovevo parlar a Plenipotentiarij Turchi quando gli vedessi, per non trovarmi sprovisto mi formalizai un discorso tutto di ragioni di fargli voltar massime et osservar il Preliminare, e massimamente una che se osservavano il Preliminare non potevano patire, mä che se per la vanagloria di romperlo succedevano sconcerti erano perduti. Hieri sera parlando con questo Medico che e il Mezzano tra Milord Paget e Feffendi dubitando non mi riuscisse d’andarvi feci quest; altro passo, Il detto Medico e giovane, fedel al Patrone, litterato, parla assai, e bene, amplifica le cose, ha premura di coltivarmi, ma maggiore n7 hä di superarmi, crede anco d’esser Politico ogni volta che si siamo incontrati se la siamo passata con reciproco silentio delle cose correnti, hieri mi 11a detto che Peffendi ha memoria e stima di me, che voleva mandarmi a dimandar una Manteca per li labri; lo pregai di salutarlo e dirgli che mi e nato un figlio, niente piü. Poi mostrai gran passione di queste lunghezze, e d’esser