Jahresbericht der Landes-Rabbinerschule in Budapest
- Journal
- Jahresbericht der Landes-Rabbinerschule in Budapest
- Volume
- [18] für das Schlujahr 1845-95 (1895)
- Date
- 1895-01-01
- Page
- – (sequence 211)
- Language
- German
- Belongs to
- journal volume
- OCR quality
- 57% known words query
- IRI
…/3122061-3122086--2913-3124321- Visual Library
- page viewer of the UB Frankfurt
OCR text
— cm — ricevuto da me con quella veneratione e devotione che devo; Ma per quelle ragioni che gli sarano da Sua Eccellenza scritte non puö hora mandarmi da Turchi con somma sua passione e mia. Ha perö principiato a far quello puö, e mandarmi dall’ ambasciator d’ Olanda e si sono accompagnati anco li dragomani per coprire il fine, che e di spianarmi la strada di quäl che malatia o quäl ch’altro accidente, ö artificio ridurrä l’affare alla positura di andarvi con propria disinvolta maniera, che con tanta prudenza mi vien comandato, io volerö da loro subito e mi sarä certo agevölato il modo da detta Eccellenza, ma cosi, consideri la sua savia mente ch’io non posso andar il Primo di Genaro, da chi mi ha invitato l’ultimo d’ottobre, con disinvolta maniera, sono due mesi di Carlovizza che e un secolo per li grandi affari che si sono conclusi, non restando quasi altro che il nostro affare con corrieri ogni giorno che tutti sano che portano conclusioni, hora andandovi adesso non vi essendo piü stato e un misterio et una afettatione e non vi e ne proprietä ne disinvoltura, se non nasce da qualche parte, al che si studia giorno e notte. Assicurj loro Eccellenze che purche la maniera sia propria e disinvolta come comandooo vi anderö certo. L’espressione delli adorabili patroni della mia persona consolano la mia anima afflitta dalli correnti affari. Ringrazio Vostra Signoria Illus.’n:l del suo saluto e gli giuro che ho perso il sonno, pensando e con lei mi prenderö libertä di parlar qualche cosa e prima arricordoli che giä molti anni il suo servitore ha discritto ad unguem quello che hoggi succede et hora noh potendo io parlar niente di positivo gli dirö una cosa sopra un supposto, et e: Che supposto che habbiamo necessitä di far la Pace qui, la buona pace sarä quella che si farä un momento prima, e sopra questo supposto io non conosco altre condittioni, per che per la pratticä di 25 anni che ho delli Turchi sempre gli veogono nuovi appetiti e quäl che volta vomitano tutto. Nel resto poi fatta che sia io non so quello sia o una pace o una guerra, hieri habbiamo appresso una cosa curiosa che in Costantinopoli si fanno piü buoni tratamenti al Capitan di Ca(v)[r]abu(r)[s]e, che al Techeli.