Jahresbericht der Landes-Rabbinerschule in Budapest
- Journal
- Jahresbericht der Landes-Rabbinerschule in Budapest
- Volume
- [18] für das Schlujahr 1845-95 (1895)
- Date
- 1895-01-01
- Page
- – (sequence 192)
- Language
- German
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— LXXXIV — 41. Illustrissimi et Eccellentissimi Signori. Venti anni sono che io servo la Serenissima Patria in Costantinopoli, nove in tempo di Pace, et undeci in tempo di guerra. Ne’ tempi di pace operavo con i miei maneggi appresso li amici Turchi, che mi andavo con l’Arte acquistando ai vantaggi de publici interessi, et operavo al chiaro, per che venivo illuminato et instruito de bisogni che occorrevano dalli Eccellentissimi Baili Moresin, Civran, Dona, et Illustrissimo Secretario Capello. Doppo rotta la Pace ho operato sempre al oscuro, perche mai la prudenza publica del governo 1ha lasciato transpirare notitia alcuna del arcano de suoi pensieri, onde io quanto a Maneggi di pace o di guerra non sapendo Fintentione del mio Principe mi sono contenuto in perpetuo otio e silentio, che se havessi possuto comprendere che si volesse appiieare a negotio, e che mi fosse stato aperto Faddito di conferire con li Ministri di Olanda et Inghilterra venuti con instruttione di Viena per intavolare trattati di Pace, credo che havrei assistito ä loro maneggi con tanta forza, che 6 si sarebbe ottenuto Fintento, 6 almeno havrebbe conosciuto FImperatore che alla Serenissima Republica non mancavano fedeli stromenti in Turchia per promovere li communi vantaggi e Collegati. Cosi stando al oscuro non potei far altro per la Patria, che assistere con la protectione di Francia alli vantaggi delli nationali, e del negotio, e con li Turchi a dissuadere e divertire, che non venissero a danni della Republica huomini habili ä difendere li loro stati, quali divertendo con spaventarli da concorrere, altri ponendo in discredito appresso li grandi che dovevano promoverli, il che mi e anco riuscito per la congiontura dei tempi, di modo che ho solo dato mano con le mie insinuationi ad essere eletto Capitan Pascia il Musdip mio, del quäle ero sicuro ch’ havrebbe con Finsuficienza sua perduta la Morea, come huomo imperito, e coeardo come e felicemente successo; Nel resto ho procurato far passare qualche aviso con estremo pericolo, et infinite repugnanze, e per lo scrivere, e per Fespeditione, ambi cose piene d' impossibilitä ad un huomo di tanta