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Jahresbericht der Landes-Rabbinerschule in Budapest · 1895-01-01 · [18] für das Schlujahr 1845-95 (1895) · page 177

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Journal
Jahresbericht der Landes-Rabbinerschule in Budapest
Volume
[18] für das Schlujahr 1845-95 (1895)
Date
1895-01-01
Page
– (sequence 177)
Language
German
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IRI
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LXlX la stessa sin da fanciullo inspirato, che Pesser utile al suo Prencipe sia il sommo di tutti i beni, mi ha anco fatto coltivar ranimo con qualche picciol ombra di quelle notitie, che tendono a questo nobilissimo fine. Cosi ho intrapreso il viaggio di Costantinopoli, servendo il degnissimo Bailo Giovanni Moresini Procurator d’immortal memoria, sotto il quäle li semi, che io havevo nel cuore han prodotto qualche frutto. E conseguentemente sotto 1’Eccellentissimo Bailo Civrano, e doppo qualche mese di dimora sotto Pinsigne disciplina, e somo zelo del Eccellentissimo Bailo Donato, mi son ridotto a Venetia con pensiero di fermarmi sotto il Cielo nativo, ma dalla Serenitä Vostra mi fu comandato il ritorno ä quella parte, con il decorarmi del titolo di Medico Estraordinario del Bailagio, et assegnarmi il salario di cechini 140 Panno. ' Non parlo di quello, che ho fatto sino ques.to giorno per il Publico Servitio, perche la Serenitä Vostra stessa nelle venerabili Ducali della mia condotta di 5 Dicembre 1682 dirette alP Eccell. Bailo Donato, si degna di attestare il fedel mio impiego e bon servitio nella passate occasiöni. Mi son imbarcato di mezzo inverno con la famiglia, et-^andai a Costantinopoli con disastroso e lungo viaggio a proprie mie spese; et appena era spirato Panno, che con la rottura della Pace mi e mancato l’emolumento, quando appena havevo conseguito tanto, che mi pagasse il viaggio, et acresciuto con la guerra il pericolo e Pimpiego in Publico servitio, come e noto all’ Eccellenze Vostre, oltre che il resistere perpetuamente alle vanie Turchesche contro le persone e Bastimenti di Venetia, alle * alteration di Datij tentate contro le mercantie, furono l’eterno mio esercitio per il quäle sempre sacrificai me stesso, e con il mio negotio mi andavo sostenendo, di modo che dalP anno 1675 sin hoggi che sono anni vinti, ho sempre servito senza Publico aggravio. Ultimamente nelle vanie gravissime, e pericoli della Natione Venetiana, ho abbandonato tutto me stesso, i miei afifari, e le mie fortune per scapolarla, e darli modo, che uscissero li Negotianti Veneti, e le navi con le mercantie salve fuori della Turchia, non pensando mai altro che al commune e Publico interesse. — Ridotto con questo esiglio sotto il Clementissimo Cielo del mio Prencipe con numerosa

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