Jahresbericht der Landes-Rabbinerschule in Budapest
- Journal
- Jahresbericht der Landes-Rabbinerschule in Budapest
- Volume
- [18] für das Schlujahr 1845-95 (1895)
- Date
- 1895-01-01
- Page
- – (sequence 152)
- Language
- German
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— XXXXIV — sL era impegnato co’l Visir e che poi mandando in Armata non ha cavato niente, che il Noleggiator haveva fatto chiamar TAmbasciator davanti il Visir e pretendeva dinari e formenti che sotto la sua sua bandiera erano stati presi dalli amici della Francia, che ha dimande grandi che potrebbe travagliar li Venetiani che erano sotto la bandiera con altre minacciete e paurete, Jouglä e un huomo tristo et io gli ho risposto dolcissimamente per pensare e per scrivere, e gli ho scritto senza fingere fuori delli denti che le Varee sono dificultosi läberinti e cose di gran consequenza, ch* il nolegiator e vecchio che gli faccia una caritä annuale, che li Turchi fanno la vania a lui, cli* il Visir e mutabile, che egli non deve sempre star in Turcliia, che havevo fatto confessar allo stesso Turco che era affare disperato et a M. Jougla ho detto che li Venetiani di Costantinopoli non hanno che far con quello fä la Serenissima Republica, che l’esser sotto Francia vuol dir che non s’ha da risponder per quello fä Venetia che e una tirrania havendo sotto le mani questi Protetti dimandarli di quello fä la Serenissima Republica, che per dimandarne Robuti possono dimandarci Coron e Napoli che se li Turchi dimandono all’ Ambasciator, ehe li risponda, se la Republica e in questo interessata che gli parli, che noi non habbiamo da risponder altro che delle nostre opere, e finalmente gli ha scritto tutto perche doppo che mi ha ringratiato del mio zelo in una lettera sopra le prime parole 15 giorni doppo mi scrive, che il temperamento mio sarebbe bono se fosse pratticabile, rna che l’instanze del noleggiator di Robuti e le gran premure con le quali il Visir l’invita a farlo sotisfare l’obligava a prender un partito definitivo in quest’ affare del quäle scriveva amplamente alli Deputat! ecco fatto; l’auttoritä che ha il Protettore sopra le sue genti in Costantinopoli e pura Monarchia; doppo me soggiunge in detta lettera che il poco soggiorno che desiderava di stare in quella Corte, ne la vecchiezza del Turco non erano ragioni sufficienti per farlo mutare di sentimento, perche egli prevedea che quest’ affare havrebbe pessime conseguenze a pregiudicio de soggetti de Re e della Republica delle quali ei dovrebbe render conto in ogni loco che si trovasse per non haver saputo